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Un diritto degli stati

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Gli Stati non sono solo i destinatari, ma anche i creatori delle regole internazionali e sono essi stessi a dare attuazione a operazioni coercitive unilaterali o multilaterali (istituto dell'autotutela). La Corte internazionale di giustizia, istituita contestualmente con le Nazioni Unite per dirimere pacificamente le controversie fra Stati, può esercitare la sua giurisdizione solo se i governi accettano preventivamente la sua autorità. Il principio di effettività regola molti campi del diritto internazionale. I rapporti di forza tra gli Stati ne influenzano inevitabilmente lo sviluppo.

La nascita della moderna comunità internazionale viene fatta convenzionalmente risalire alla firma del Trattato Westfalia nel 1648. Il trattato riconosce l'esistenza di Stati che si fondano su confessioni religiose protestanti e assicura l'indipendenza de facto ai membri del Sacro Romano Impero: sancisce così il declino delle due autorità che avevano dominato le relazioni internazionali in Europa, il Papa e l'Imperatore, con la loro pretesa di universalità.

Per un certo numero di secoli i membri più attivi della comunità internazionale sono stati gli Stati europei, ai quali si sono affiancati, una volta raggiunta l'indipendenza, gli Stati Uniti e i paesi dell'America latina. I rapporti con i paesi che rappresentavano civiltà differenti come Cina, Impero Ottomano e Giappone furono segnati invece in questo periodo dalla pretesa europea di superiorità (ad esempio i trattati stipulati dall'Impero cinese con le potenze europee a partire da metà '800 erano detti trattati ineguali per i vantaggi che portavano a queste ultime). Le entità territoriali più deboli vennero invece spesso assoggettate a regime coloniale.

Con la nascita di stati socialisti in Europa orientale prima e la decolonizzazione poi, un numero sempre maggiore di Stati è entrato a far parte della comunità internazionale ed è venuta meno la relativa omogeneità ideologica culturale, religiosa che per molto tempo aveva costituito il cemento della comunità internazionale. Anche il potere politico, militare ed economico è distribuito in maniera estremamente disomogenea, facendo sì che l'eguaglianza tra Stati indipendenti resti per lo più un presupposto teorico. Negli anni '60 e '70 i paesi del Terzo Mondo, soprattutto quelli riuniti nell'Organizzazione dei non allineati tentarono di introdurre nuovi principi nel diritto internazionale che mutassero i rapporti di forza tra Nord e Sud del mondo, ma riuscirono a far approvare solo Dichiarazioni di principi dall'Assemblea generale dell'ONU.

Con la dissoluzione del blocco socialista i cosiddetti Stati occidentali sono diventati di nuovo la forza egemone a livello mondiale. I paesi del Terzo Mondo cercano soprattutto il compromesso e hanno rinunciato a porre rivendicazioni collettive. Il ruolo di predominio degli Stati Uniti ha fatto parlare alcuni di "Impero mondiale americano".

 




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