Riforma agraria

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Due sono le fasi di una riforma agraria:
  • un’appropriazione forzosa della terra da parte dello Stato a danno dei grandi proprietari, con parziale indennizzo;
  • una politica di coltivazione della terra tale da distribuire i benefìci del rapporto uomo-terra in modo più ampio di quanto accadesse prima dell’appropriazione.

Una riforma agraria si identifica solitamente con i seguenti fenomeni:
  • la ridistribuzione delle terre;
  • i trapassi di proprietà;
  • mutamenti nella conduzione delle aziende e nella scelta delle colture.

Una riforma può realizzarsi secondo modalità e con intensità diverse: convenzionale, se si limita a modernizzare le strutture; parcellare, se si limita a ridistribuire la proprietà delle terre; marginale, quando modifica le proprietà agricole marginali; «cuscinetto», quando è fatta per assorbire una rivolta; integrale, se elimina la proprietà privata, la disuguaglianza dei redditi. Gli obiettivi di una riforma possono essere i più vari:
  • l’istituzione di uno stato di uguaglianza rurale e agricola;
  • un avanzamento della situazione nelle campagne rispetto a quella nelle città;
  • la regolarizzazione della proprietà della terra;
  • la ristrutturazione di determinate forme di proprietà e di produzione
  • la diminuzione della povertà e della fame;
  • l’eliminazione delle discriminazioni socio-economiche;
  • la creazione di nuove opportunità di lavoro;
  • l’attenuazione dei fenomeni di esodo rurale;
  • la costituzione di una classe media rurale cosciente di sé;
  • la partecipazione della massa contadina;
  • l’accrescimento della produzione e della produttività agricola;
  • un miglioramento dell’alimentazione dei contadini;
  • un’eccedenza alimentare per le città;
  • una maggiore integrazione dell’agricoltura nell’economia del Paese;
  • l’ampliamento del mercato interno;
  • il risparmio.

Essa può avvenire all’interno di scenari rivoluzionari assai differenti:
  • una rivoluzione sociale (Messico, Urss);
  • una rivoluzione nazionale (Polonia);
  • una rivoluzione sociale e nazionale (Algeria, Cina, Cuba);
  • un empirismo orientato (Africa subsahariana, America centrale, Egitto, Turchia).
  • i principi della rivoluzione Usa (Guatemala);
  • una politica neoliberale (Bolivia).

Quali possono essere gli effetti di una riforma?
  • getta le basi della nuova economia agricola;
  • elimina il latifondo;
  • pone fine al feudalesimo nelle campagne (Cile);
  • i contadini di solito non ne hanno beneficiato, anche se molti tra loro, da deficitari, sono divenuti produttori di un’eccedenza;
  • riduce il reddito risparmiato e la produzione commercializzata;
  • spesso non è raggiunta la produttività prevista;
  • gli indennizzi ai proprietari sono investiti nell’industria;
  • in un ambiente sottosviluppato, rischia di ritardare lo sviluppo economico;
ha toccato una percentuale infima delle terre (Brasile);
  • spesso difende gli interessi degli affittuari;
spesso non ha fatto che consolidare l’ordine dominante.

Una liberazione delle masse contadine può realizzarsi anche senza riforma agraria, attraverso diverse soluzioni:
  • messa a coltura di nuove terre,
  • somministrazione di aiuti ai piccoli contadini,
  • tassazione progressiva della proprietà,
  • riforma dei sistemi di conduzione.

Rivoluzione verde


Tale strategia di sviluppo della produttività agricola è stata introdotta in Asia dalle organizzazioni internazionali nel secondo dopoguerra. Essa ha avuto effetti assai più profondi di una semplice riforma agraria, dal momento che implicava rapporti di stampo neocolonialista e uno sfruttamento intensivo ed estensivo delle terre, attraverso l’introduzione di tecnologie agricole d’avanguardia, la sperimentazione di nuove sementi e la formazione di tecnici agrari specializzati. Il risultato, in un torno di tempo relativamente breve, è stato il raddoppiarsi della produzione del riso. Ciò ha dato adito a non poche perplessità intorno ai gravi squilibri indotti dall’improvvisa sovrapproduzione, non solo nell’economia mondiale, ma anche nell’assetto delle singole realtà socio-economiche coinvolte. 


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