La domanda viene accolta quando gli atti di persecuzione
denunciati costituiscono una minaccia alla vita o alla libertà della
persona
Possono richiedere asilo coloro che non possono o non
vogliono tornare nel loro Paese perché temono persecuzioni.
Per
richiedere il riconoscimento dello "status di rifugiato" è
necessario presentare una domanda motivata e, nei limiti del
possibile documentata, con l'indicazione delle persecuzioni subite e
delle possibili ritorsioni in caso di rientro nel proprio Paese.
Il
termine “persecuzione” non è definito nella convenzione
di Ginevra. Il manuale dell’Unchr del 1992 chiarisce che “dall’art.
33 della Convenzione di Ginevra del 1951 si può dedurre che
costituisce persecuzione ogni minaccia alla vita o alla libertà”.
atti di persecuzione (ai sensi dell’articolo 1A della
Convenzione di Ginevra relativa allo status dei rifugiati)
atti sufficientemente gravi, per
loro natura o frequenza, da rappresentare una violazione grave dei
diritti umani fondamentali, in particolare dei diritti per cui
qualsiasi deroga è esclusa a norma dell’articolo 15, paragrafo 2,
della convenzione europea di salvaguardia dei diritti dell’uomo e
delle libertà fondamentali
quando la somma di diverse misure - tra cui violazioni dei
diritti umani - ha un impatto sufficientemente grave sulla
persona
esempi di comportamenti persecutori
atti di violenza fisica o
psichica, compresa la violenza sessuale
provvedimenti legislativi,
amministrativi, di polizia e\o giudiziari, discriminatori per loro
stessa natura o attuati in modo discriminatorio
azioni giudiziarie o sanzioni
penali sproporzionate o discriminatorie
rifiuto di accesso ai mezzi di
ricorso giuridici e conseguente sanzione sproporzionata e
discriminatoria
azioni giudiziarie o sanzioni
penali come conseguenza del rifiuto di prestare servizio militare in
un conflitto, quando questo comporterebbe la commissione di crimini
o reati
atti specificamente diretti contro un sesso o contro
l’infanzia