Proprio a causa dell'anarchia della comunità internazionale,
il diritto internazionale universalmente valido è per lo più diritto
consuetudinario, anche se la politica delle organizzazioni internazionali come
l'ONU può influenzarne lo sviluppo (ad esempio sull'uso della forza nelle
relazioni internazionali). Per entrare a far parte del diritto consuetudinario
una regola deve essere accettata almeno da una larga maggioranza degli Stati
che comprenda gli Stati più influenti a livello internazionale.
Il diritto convenzionale si basa invece sulle convenzioni e
sui trattati liberamente stipulati dagli Stati, che si impegnano a rispettarne
le disposizioni. Di norma il diritto pattizio prevale sul diritto
consuetudinario (il diritto particolare prevale su quello generale), ma con una
importantissima eccezione per quanto riguarda lo ius cogens. Una norma di ius
cogens è una norma consuetudinaria che protegge valori considerati fondamentali
e a cui non si può in nessun modo derogare: se due Stati stipulano un trattato
in cui si propongono di attuare violazioni dell'integrità di uno Stato terzo o
di eseguire azioni considerate crimini internazionali il trattato stesso è
considerato nullo.
Forme, contenuti e procedure per la formazione del diritto
convenzionale sono state codificate nella Convenzione di Vienna sul Diritto dei
Trattati; nel Preambolo di questa Convenzione si precisa che le regole del
diritto internazionale consuetudinario continueranno a regolare le questioni
non disciplinate dalle disposizioni della Convenzione stessa, anche perché la Convenzione
rappresenta solo un punto di riferimento e non coincide necessariamente alle
consuetudini internazionali in materia.