Economia, Giustizia e Pace
La pace e la
giustizia sono un binomio indivisibile.
I conflitti armati sono generati da situazioni irrisolte di negazione della
giustizia: spesso l’economia ne è la causa. Le leggi dell’economia di mercato
determinano una situazione di ingiustizia crescente tra il Nord del benessere e
il Sud degli impoveriti. Il 20% degli abitanti del Pianeta consuma l’82,7%
delle risorse; agli altri le briciole. È poco utile crearci sensi di colpa, a
tale proposito, ma è sempre bene ricordare a noi stessi che facendo parte di
questo 20% dovremmo reagire coerentemente al nostro senso di giustizia
attraverso atteggiamenti e scelte più responsabili. È una strada in salita
perché controcorrente. Noi stessi siamo, infatti, combattuti nel nostro agire quotidiano
di consumatori tra le necessità reali della vita e il continuo bisogno del
superfluo.
Tra le scelte responsabili che cercano di riportare il Nord e il Sud su una
bilancia di maggiore giustizia sociale, economica ed ambientale c’è sicuramente
il commercio equo e solidale.
Cos’è il Commercio Equo e Solidale
Il Commercio Equo e Solidale è un approccio alternativo al commercio
convenzionale; esso promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo
sostenibile, rispetto per le persone e per l'ambiente, attraverso il commercio,
l'educazione e l'azione politica. Il suo scopo è riequilibrare i rapporti con i
Paesi economicamente meno sviluppati, migliorando l'accesso al mercato e le
condizioni di vita dei produttori svantaggiati, attraverso una più equa distribuzione
dei guadagni.
Il Commercio Equo e Solidale è una relazione paritaria fra tutti i soggetti
coinvolti nella catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, Botteghe
del Mondo, importatori e consumatori.
Il Commercio Equo e Solidale garantisce…
· un PREZZO EQUO perché stabilito insieme dal produttore e dall'importatore e
non imposto dall'agente che si trova in posizione di maggior forza nel mercato;
· la PIENA DIGNITÀ
DEL LAVORO, che vuol dire un ambiente di lavoro salubre senza discriminazione
di alcuni gruppi di popolazione (donne, disabili) evitando lo sfruttamento
minorile;
· la DEMOCRAZIA NEL
PROCESSO DI LAVORO: tutti i prodotti provengono, infatti, da comunità attente
alla reale partecipazione alle scelte da parte di tutti i lavoratori favorendo
la loro responsabilizzazione;
· il PREFINAZIAMENTO dei propri partner commerciali: al momento dell'ordine,
l'importatore anticipa fino al 50% del pagamento complessivo impedendo così ai
lavoratori di diventare ostaggi di usurai o intermediari locali;
· la
SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: si privilegiano lavorazioni non
inquinanti basate su metodi naturali, ricorrendo all'agricoltura biologica,
evitando le importazioni di materie prime difficilmente riproducibili;
· la SOLIDARIETÀ
attraverso progetti di rilevante impatto sociale di cui possa beneficiare tutta
la comunità (es. scuole, ospedali, ecc.);
· la TRASPARENZA,
perché il consumatore sia consapevole e pienamente informato sulla composizione
del prezzo finale del prodotto.